Il Natale… differenze enogastronomiche… ovvero “come sentirsi un’aliena”

Quotidianamente metto in tavola pietanze che per me sono “normali” ma che qui sono “stranezze”, eh si, perché quando si abbandonano i maccheroni o i tordelli, la rosticciana o il capocollo, si tratta di piatti “anomali”. Immaginate preparare un pranzo di Natale senza crostini con la salsa rossa, fegatini e acciughe, senza lasagne al forno e senza arrosto con patate… un’eresia grave al punto di meritare la scomunica!

Ebbene, forse proprio per le feste, le “mie” tradizioni enogastronomiche mi mancano maggiormente, ed é in queste giornate che riesco a dare “il meglio di me”. Se a cio’ aggiungiamo un dettaglio sicuramente non irrilevante come il fatto che mio padre é venuto a passare la settimana di Natale da me, e che, quindi, ho potuto contare su di lui per ottenere ingredienti che solitamente in zona non trovo, potete immaginare a che punto mi sia spinta!

Il nostro cenone é stato un inno al colesterolo: terrina di foie gras fatto in casa, cappone arrosto farcito, gratin dauphinois, tronchetto natalizio farcito e decorato con namelaka, i vini erano un sauternes francese, un sirah australiano, uno champagne millesimato del 2002. Come digestivo non potevano mancare un rum 12 anni e un calvados, a scelta dei commensali. A questo punto vi chiederete quanti fossimo… beh, é stata una serata per pochi intimi, eravamo in tre.

I preparativi, sono iniziati già il giorno prima… beh, la terrina di foie gras andava fatta freddare, la namelaka richiede riposo in frigo, del capppone, invece, ci siamo occupati in giornata, così come per la pate biscuit. Gli avanzi ci hanno accopagnato per i giorni successivi, così come le compresse del mio antiacido preferito.

A parte il menù, vigilia e giornata di Natale, si sono svolte come in tutte le case del mondo: tanto lavoro ai fornelli, degustazione di pietanze ricche a tavola, digestione difficile, passeggiata per smaltire. Ma siamo certi che una passeggiata ci possa aiutare a smaltire un cenone? Per quanti chilometri dovremmo camminare? E poi… le passeggiate natalizie mi ricordano più il rotolare di un masso piuttosto che una performance sportiva: ci si trascina, in discesa va un po’ meglio, ma quando poi ti capita la salita… ansimi, ti maledici per tutto quello che hai ingurgitato e ti giuri che é l’ultima volta… anche se sai benissimo che presto lo rifarai… ci sono gli avanzi da finire e capodanno ti aspetta beffardo dietro l’angolo! Come ogni anno poi, arriva il 1° di gennaio con i suoi buoni propositi che, ovviamente, resteranno in un cassetto fino al 1° gennaio successivo.

Che dire di altro?

Forse volete le ricette?

Bene, cominciamo:

TERRINA DI FOIE GRAS

Ingredienti:

1 lobo di foie gras

Porto rosso, sale, pepe q.b

Procuratevi un lobo di foie gras fresco, ripulitelo da eventuali nervetti e vene, salatelo, pepatelo e lasciatelo un’ora a temperatura ambiente a marinare in un buon porto rosso.

Scolatelo, avvolgetelo ben stretto nella pellicola alimentare e sigillatelo “a caramella”, avvolgetelo in un foglio di alluminio, immergetelo in una pentola con acqua a bollore per 3 minuti e mezzo, massimo 4.

Immergetelo in una bacinella con acqua ghiacciata.

Buona degustazione

CAPPONE FARCITO

Ingredienti:

1 cappone di buona qualita

200 gr di macinato di vitello

100 gr di lardo

200 gr di castagne bollite

8 prugne secche

2 fette di pan carré ammollato nel latte

2 fette biscottate sbriciolate

1 uovo

1 mela tagliata a tocchetti piccolini

brandy q.b.

sale, pepe

Innanzitutto fate rinvenire le prugne nel brandy

In una padella antiaderente ben calda mettete il lardo a cubetti e il macinato, cuocete, salate, pepate e sfumate con il brandy in cui avete messo le prugne, unite le castagne.

A fuoco spento aggiungete la mela a tocchetti, il pan carré ammollato, le fette biscottate sbriciolate, le prugne e l’uovo.

Lasciate riposare in frigo per un paio d’ore affinché il la farcia si compatti

Prendete il cappone (ben nettato al suo interno) riempitelo con la farcia, legatelo con lo spago da arrosto in modo che le coscie restino aderenti al busto.

Infornatelo a 170°, bagnatelo con un bicchiere di vino bianco

Quando l’alcool del vino sarà evaporato, copritelo con un foglio di carta stagnola e continuate la cottura per almeno 90 minuti.

Tra i commensali, incaricate colui che é più a suo agio con i coltelli, e fategli porzionare il cappone.

GRATIN DAUPHINOIS

Ingredienti:

Patate

Latte

Panna fresca

Emmenthaler

Sale, Pepe, Burro q.b.

Pelate le patate e tagliete a fettine sottili. Disponetele “a scalare” all’interno di una pirofila in cui avete disposto dei fiocchi di burro. Salate e pepate.

Cospargete con l’emmenthaler gratuggiato.

Irroratele con il latte e la panna portati ad ebollizione.

Fate cuocere in forno ventilato per circa un’ora a 180°

PS non preoccupatevi delle calorie del burro e della panna, nonostante le patate siano una verdura, sono ricche di carboidrati e, se date retta ai nutrizionisti, non le dovreste nemmeno guardare in foto

PATE BISCUIT

Ingredienti:

6 uova

150 gr zucchero

150 gr farina

vaniglia (se non volete usare la vaniglia o il suo estratto, piuttosto che usare la vanillina chimica, evitate di aromatizzare!!!)

Montare i tuorli con lo zucchero

Unirvi gli albumi montati a neve mescolando dal basso verso l’altro

Unire la farina setacciata, continuando a mescolare dal basso verso l’alto, facendo attenzione a non smontare il composto

Versarlo in una leccarda, foderata con carta da forno e spennellata con un filo d’olio di semi

Infornare per 10 minuti a 220°

Una volta sfornato, girare il nostro dolce su un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, togliere la carta con cui si era fatta la cottura, arrotolare ben stretto e porre in frigo per un’ora circa

BAGNA

In un tegamino portare ad ebollizione acqua e zucchero in parti eguali, fare sobbollire qualche minuti e fare raffreddare.

A piacimento puo’ essere aggiunta una parte alcolica (in questo caso consiglierei del rum)

NAMELAKA

Ingredienti:

400 gr panna

200 gr latte

2 gr gelatina in fogli

350 gr cioccolato fondente

Sciogliete con l’ausilio del microonde il cioccolato

Portate ad ebollizione il latte

Unite il cioccolato fuso al latte, una volta creata l’emulsione unite la gelatina ammollata e strizzata

Unite la panna fredda e lavorate al mixer

Lasciate riposare in frigo almeno 12 ore

COMPOSIZIONE

Strotolare il biscotto

Irrorarlo con la bagna

Farcire con parte della namelaka

Arrotolare nuovamente il biscotto

Decorare il tronchetto con la namelaka restante all’ausilio di un sac à poche dotato della bocchetta a voi preferita

Buona degustazione!!!

Pubblicato da Eleonora Guarini

Mi sono accorta che il mio modo migliore di espressione é la cucina e voglio condividerla con voi

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